Intervista #2: Benvenuta Simona Diodovich

Ciao a tutti! Oggi voglio dare il benvenuto sul blog Tra le pagine di un libro mi troverai a Simona Diodovich.

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Ciao Simona! Parlaci di te e delle tue passioni.

Allora… parlare di me è sempre difficile. Sono una grafica pubblicitaria, illustratrice, fumettista e scrittrice, questo implica che io ho un cervello che corre veloce su quattro binari differenti e quindi sono un po’ matta. Detto questo, le mie passioni sono mille, tutto è bello per me (vedi? Sono matta) io amo i film, i libri, i telefilm, i cartoni animati, cucinare, danzare, cantare, la boxe, la pallavolo, il karate e confezionare cose carine a uncinetto, che mi rilassa. Quindi, sono matta, vedi? Chi ha tutte queste passioni? Mah…

Essendo una scrittrice, la voglia di scrivere è nata per quale motivo?

Quando andavo alle superiori mi scrissi la sceneggiatura di un probabile cartone animato, da lì dovevo capire che mi piacciono le saghe, erano tre stagioni differenti. Ho sempre scritto, solo che lo facevo sul fumetto. Poi un giorno mi venne in mente la storia di Carlie, ma nemmeno la storia, solo uno stralcio, era notte però. La mattina dopo andai al lavoro, avevo dei disegni da finire, mi ritrovai invece ad aprire un file in word e scrissi quel pezzo di libro che era niente, era solo un ricordo di un sogno… non ho più smesso di scrivere da allora.

Qual è il tuo genere letterario preferito? Che emozioni ti suscita?

Cosa mi piace leggere? Urca… passo dai thriller psicologici di Stephen King a Jeffery Deaver, a Veronica Roth, a Anne Rice… al signore degli anelli di Tolkien. Da Marion Zimmer Bradley alla Meyer. Guarda, faccio prima a dire che non amo i libri gialli (tranne 10 piccoli indiani che ho amato), non amo la saggistica e le biografie, tutto il resto lo leggo.

Qual è stato il libro che ti ha fatto amare la lettura?

L’ombra dello scorpione di Stephen King, ancora oggi rimane il mio libro preferito in assoluto.

Quanto è “dura” la vita da scrittrice?

Oh mamma! Tantissimo se vuoi fare le cose fatte bene e cimentarti in nuove idee e sfidarti ogni volta. Dietro un libro ci sono mesi e mesi di lavoro, abbinati a una vita si presume ricca di altre cose, è una sfida continua.

Come ti è venuta l’idea di scrivere la serie Deathless?

Guarda, me lo chiedo anche io. A ottobre sono tre anni che scrivo e a fine ottobre metterò fuori il decimo libro. Sono partita con la saga Deathless, per poi scrivere i romanzi d’amore sportivi, per passare al romanzo d’amore mezzo chick lit, all’horror fantasy e l’essermi creata un mondo fantasy tutto particolare. Se mi chiedi come mi siano venute in mente queste idee non lo so. Vivono nel mio cervello e lo scartavetrano per uscire da lì. Scriverle diventa un’esigenza per non diventare pazza… loro parlano, si muovono, mi raccontano una storia, e io la metto su carta. Lo avevo detto sopra che sono matta, vero?

Se potessi scegliere, quale personaggio interpreteresti dei tuoi libri? E perché?

Myra Wheston di Masquerade. Ho un amore folle per l’attore che ha dato corpo a Jeremy Knigth… be’, mia nonna si chiamava Myra, la protagonista è rossa con gli occhi verdi come me… direi che me lo sono già confezionato su misura, in pratica sono io. Poi, se ti capiterà di leggerlo, il libro racchiude molte cose che sono mie, miscelate in una storia d’amore.

Se potessi rivivere la tua vita, cambieresti qualcosa? O meglio faresti sempre la scrittrice?

Non cambierei nulla. Tutto ciò che sono ora, lo sono per quello che è stato il mio passato. Sì, farei ancora la scrittrice, mi piace scrivere. Ho trovato un modo veloce, più del fumetto, per raccontare delle storie… rifarei tutto sempre, con la stessa passione, lo stesso amore, la stessa dedizione. Io non mi ci vedo proprio a sedermi in una stanza di sole pareti bianche a fare l’impiegata, morirei.

Autopubblicarsi al giorno d’oggi sembra quasi una moda, ma qual è il consiglio che daresti a tutti coloro che si stanno avvicinando a questo “mondo”?

Ah, questo mondo, se lo vuoi fare bene, è durissimo. Bisogna assicurarsi di avere, dietro un sorriso, un gran carattere forte, per non sbilanciarsi emotivamente. Per le porte in faccia che si ricevono, sia come scrittrice, ma in generale nel mondo dell’arte. Sia per le critiche, non tutti le reggono. Sia per la fatica che c’è dietro. È come prepararsi ogni volta per la maratona di New York, con ogni libro che esce devi arrivare al traguardo.

Non credo sia una moda, o per lo meno, per me non lo è. Vengo dall’editoria, ci lavoro da 27 anni. So come si impagina un libro, come si fa una cover… quando la mia vecchia casa editrice non mi fece l’editing del primo libro la scelta dell’auto pubblicazione fu semplice. Per gli altri non lo so. Non entro nel merito. Ma auto pubblicarsi è fatica, tutto ciò che gira intorno alla pubblicazione di un libro è tutto sulle spalle dello scrittore. È fatica a volte. No, direi sempre.

Sempre se puoi, quali sono i tuoi prossimi progetti?

Allora… a fine ottobre metto fuori il quarto della saga Deathless. A dicembre, prima di Natale, cambio rotta ancora, scelgo un libro completamente differente da ciò che richiede il mercato adesso (cioè l’erotico) e ne pubblico uno lontano anni luce, che per ora non dico. Poi devo scrivere una nuova saga sportiva e un romanzo d’amore… ora capisci perché lavoro in Agosto?

Grazie ancora per la grandissima disponibilità.

Grazie a te per lo spazio che mi hai dedicato.

Se volete potete seguire Simona sulle seguenti pagine Facebook:

I libri di Simona Diodovich – Simona Diodovich’s Books

Deathless Saga

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