Recensione: Crash di Barbara Poscolieri

Data di pubblicazione: 27/03/2017

Editore: Dunwich Edizioni

Genere: Narrativa

Pagine: 200

Prezzo cartaceo: 12.90 €

Prezzo ebook: 3.99 €

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Romanzo vincitore del concorso Dunwich Life dedicato alla narrativa italiana.

Alessandro Alari è un giovane pilota romano della scuderia Speed-Y, in corsa per il titolo mondiale del Grand Race. Durante il Circuito di Roma rimane vittima di un incidente in cui perde entrambe le gambe. Il mondo dei motori è sconvolto, così come tutte le persone vicine al pilota. Solo Alessandro crede che un ritorno alle gare sia ancora possibile, con o senza gambe. Inizia quindi un percorso di accettazione e di riabilitazione, supportato dalla fidanzata Federica, dai genitori e dagli amici, con l’obiettivo di riguadagnarsi il posto che merita nella vita e in pista. Ma nel frattempo la Speed-Y ha trovato un nuovo pilota e sembra non credere nel suo recupero. La fiducia di Alessandro vacilla e anche il rapporto con Federica ne risente. Si rifugia quindi nel suo piccolo paese d’origine, dove ritrova la serenità in una vita semplice. Ma il Grand Race invoca il suo nome e, per quanto Alessandro cerchi di ignorarne il richiamo, le corse restano parte di lui.

Recensione

Continua a sostare davanti all’ingresso dell’ospedale, sia il sorriso sia la mano sollevata sono aperti in un segno disteso di saluto, ma i flash delle macchinette fotografiche e le luci delle telecamere lo prendono d’assalto, i microfoni lo accerchiano.

È così che inizia nuovamente la vita di Alessandro. Un ragazzo con la passione per i motori fin da bambino tanto da divenire pilota e che all’improvviso vede stravolto il suo futuro.
Ho voluto leggere una storia diversa dal classico romanzo rosa e per questo ringrazio la Dunwich Edizioni.
Fin dall’inizio si percepisce la voglia di vivere di Alessandro che, pur avendo avuto un bruttissimo incidente durante una corsa automobilistica, ha perso entrambe le gambe.
L’autrice ha portato sulla carta una storia di un ragazzo che, come tanti, ha tantissimi sogni, ma che un giorno perde tutto.

Federica gli prende il volto tra le mani, si perde un istante tra le stelle racchiuse nei suoi occhi, le stesse che Alessandro volerebbe ad afferrare se disponesse davvero di reattori a propulsione.

Federica è la ragazza del suo passato, del suo presente e del suo futuro, ma quando Alessandro si convince che la sua vita non tornerà mai quella di un tempo decide di andarsene credendo di farle del bene. Ma non c’è cosa più sbagliata che abbandonare coloro che ci amano, perché solo così si riescono a superare gli ostacoli posti sul nostro cammino.

Alessandro alza gli occhi sul manager. È uno scalatore con le gambe spezzate dalla caduta che guarda la montagna che lo ha fatto precipitare e di cui non raggiungerà mai la vetta. E ai piedi di quella montagna, rabbia e frustrazione lo fanno vedere per la prima volta come uno sconfitto.

Alessandro è sempre più convinto che non potrà più fare quello che gli piace. Si sente un perdente, ma un bambino, di nome Mattia, lo aiuterà. Perché non tutto è perduto se la forza di volontà persiste e c’è qualcuno che combatte al tuo fianco.

Ho trovato il romanzo ben scritto, limpido e scorrevole. Avrei preferito che la narrazione fosse in prima persona (anche in maniera alternata con il punto di vista di Federica) perché in questa maniera riesco a capire maggiormente gli aspetti caratteriali dei protagonisti. Diciamo che le storie in terza persona mi rendono più una “spettatrice” e non riesco ad entrare a pieno nella storia. Non per questo, però, mi sento di dare un voto negativo al romanzo. Anzi faccio i complimenti all’autrice perché ha raccontato una storia dolorosa, in tutti i suoi aspetti, e non annoia il lettore.
La storia di Alessandro può essere d’aiuto a tutte quelle persone che nella vita sono convinti di aver perso, ma la vita può sorprenderci sempre.

 Voto 4 / 5 stelle!

  • 1 stella: pessimo
  • 2 stelle: scarso
  • 3 stelle: buono
  • 4 stelle: ottimo
  • 5 stelle: meraviglioso
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